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Chiunque di noi, prima o poi, lo è stata, una parentesi, nella vita di qualcun altro.
TrainDogs
Sono nato nell’88. Per me questo è sempre stato un numero magico: se ci pensi l’8 è l’infinito visto da un altro punto di vista, e a scuola insegnano che moltiplicando due segni dello stesso segno, ottieni sempre un risultato positivo.
Sono nato nell’88 e i miei genitori hanno scelto di chiamarmi Lino: da piccolo mi bastava una coperta per creare storie sempre nuove. Qualche anno più tardi ho scoperto che un altro Linus, più famoso di me, portava una coperta sempre con sé. Da allora anche io cerco di non separarmi mai dalla mia coperta, che è la mia immaginazione.
Sono nato nell’88, i miei genitori hanno scelto di chiamarmi Lino, e mi è sempre piaciuto dare un senso alle cose: da quando l’ho capito, cerco di trovarlo con la penna in mano, una parola per volta.
Come il fiume che scorre”…Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.” Incuriosito il bambino guardò la matita, senza trovare alcunché di speciale. “Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!” “Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
“Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. “Dio”: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
“Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E’ un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
“Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
“Quarta qualità: ciò che è realmente importante della matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
“Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.”
Certe volte mi dicono “frequenti un’accademia, vuoi fare il pubblicitario: allora sei una persona creativa.”
Certe volte penso che la creatività sia un po’ come quella vita che canta Ligabue: certi giorni è poca, certe volte sembra troppa e invece non lo è mai.
Certe volte penso che le persone veramente creative siano quelle che riescono ad inventarsi ogni giorno una ragione sempre nuova per affrontare la giornata.
Certe volte, dopo aver pensato questo, non mi sento per nulla creativo.
Certe volte credo che le persone che - inspiegabilmente -mi vogliono bene, sono una ragione molto più valida della creatività per affrontare la giornata.
Non sempre, solo certe volte. Certo.
e tutti la cercano per questo.
E invece è uno specchio che ti mostra
tutti i tuoi limiti e attira
la tua attenzione su di te,
facendoti capire che è
il momento di cambiare vita.
Demolisce i muri che ti circondano e
ti sveglia di colpo.
Quando facciamo qualcosa, non sempre c’è un motivo dietro (figuriamoci davanti).
è sbagliato pensare che fare qualcosa per sé stessi crei significato, mentre fare qualcosa per gli altri crei qualcosa di bello?
provate a pensare alla differenza che passa tra il fare il caffè per sé stessi e nel farlo per un’altra persona.
potrei fare altri esempi, o soffermarmi su quanto mi manca preparare il caffè per quella persona, trovando privo di bellezza (ma non di senso) farlo solo per me;
invece chiudo questa riflessione con una curiosità:
questo post su tumblr, che scrivo dopo un lungo periodo di inattività, parla (anche) di caffè, proprio come il mio primo post: Sveglia e caffè. Per me.
devo ancora decidere se questo sarà il primo post della ripresa di questo blog, oppure l’ultimo, prima dell’apertura di un nuovo spazio virtuale per i miei pensieri (e non solo).
L.